Proposta

di Alberto Fiorillo

26/set/2017

Il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici capitolino, è il progetto partecipato per la realizzazione di un anello ciclopedonale accessibile a tutti che si sviluppa per 45 chilometri all’interno della città di Roma. E’ un’infrastruttura leggera e ad alta redditività ambientale, sociale, economica e culturale. Il GRAB (vedi studio di fattibilità allegato) è stato disegnato con standard qualitativi capaci di garantire accessibilità, sicurezza stradale, intermodalità e fruibilità anche da parte di utenti inesperti lungo tutto il percorso. La sua realizzazione impone finalmente la concretizzazione di opere pubbliche e interventi – alcuni dei quali già finanziati – che la città attende da decenni: la pedonalizzazione di Appia Antica-via di Valle delle Camene-Colosseo-via San Gregorio, l’apertura dell’asse ciclopedonale delle arti tra Auditorium-via Guido Reni-Ponte della Musica-Foro Italico, la pedonalizzazione di via Giulia, la costruzione del ponte ciclopedonale Sacco Pastore-Conca d’Oro (linea metro B1), il recupero del parco lineare Serenissima (via Herbert Spencer), l’uso pedonale del vecchio Ponte Mammolo e del Ponte Pietralata-Parco Aniene, la rigenerazione di aree periferiche, l’effettiva pedonalizzazione di Villa Borghese, il recupero e la messa in sicurezza di percorsi ciclabili esistenti e tanto altro ancora. L’idea GRAB è frutto di un lavoro collettivo coordinato da VeloLove, che ha coinvolto cittadini, comitati, associazioni e istituzioni, prime fra tutte Legambiente, Touring Club Italiano, Vivilitalia, Free Wheels Onlus, Open House Roma, TeamDev, Parco Regionale dell’Appia Antica, Roma Natura.
Più che immaginare una pista ciclabile lunga 45 chilometri che gira dentro la città e la attraversa, l’esigenza del GRAB – antitesi del G.R.A. delle auto – è stata fin dall’inizio quella di modificare i luoghi che attraversa, di correggerli, di migliorarli, attraverso la ricomposizione del frammentato spazio archeologico capitolino, la ricucitura delle periferie con il centro, la creazione di una cintura verde metropolitana, la trasformazione, la rigenerazione o la valorizzazione di aree trascurate. Sempre attraverso interventi discreti, senza nessuna volumetria aggiuntiva.
Realizzare questo anello vuol dire incidere realmente e con forza sul paesaggio urbano, riconquistando e restituendo agli abitanti spazi fisici della città (attraverso la rifunzionalizzazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, la riduzione in alcuni contesti della superficie occupata dalle auto private), recuperando dunque piazze, viali, marciapiedi, giardini e aree verdi alla funzione di luoghi di socializzazione.
E’ utile ricordare che il MIT ha assicurato al Comune di Roma le risorse necessarie per la realizzazione del GRAB e che il raccordo ciclopedonale capitolino ha riscosso notevole successo a livello nazionale e internazionale, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti per la qualità e l’originalità del progetto.

Commenti

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caio fabricius

29 ottobre, 2017 H: 09:55

Opera fondamentale per la rinascita civile di Roma.
Da perseguire con fermezza andando avanti convinti contro i prevedibili lamenti del becerume incistato all’auto privata che seguiranno alla chiusura al traffico di strade che in altri Paesi del mondo MAI si sarebbero aperte al traffico motoristico privato (Appia Antica …pazzesco! Villa Borghese…c’è altro da aggiungere se non vergognarsi?)

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